lunedì 9 agosto 2010

Approfondimento

La storia di

LORENZO ED IPPOLITO

s. Lorenzo martiresippolito




s. ippolito martireIn occasione dell'avvicinarsi del 10 e del 13 agosto, potrebbe risultare interessante questo piccolo approfondimento sulla storia che accomuna questi due personaggi vissuti nel III secolo d.C.. Iniziamo dalle date. In epoca paleocristiana, dopo le prime ondate persecutorie, si diffonde tra i cristiani l'uso di ricordare il perseguitato nel giorno del suo martirio. Logicamente tale "privilegio" viene concesso ai personaggi più rappresentativi. Come lo è Lorenzo, stretto collaboratore di colui che nel 260 sarà papa Sisto II. E come lo è Ippolito, prefetto di Roma, a cui viene dato il compito di ostacolare l'operato di Lorenzo e di recuperare un misterioso tesoro tenuto nascosto dall'arcipresbitero. Ma l'incontro tra i due protagonisti sconvolgerà completamente la vita del secondo. Dopo il martirio di Lorenzo, avvenuto il 10 agosto del 258, il soldato di Roma infatti restituirà mandato ed armi all'imperatore Valeriano, divenendo soldato di Cristo. La reazione all'affronto sarà spietata.

Dopo aver sterminato i servi ed i soldati che lo avevano seguito nella conversione, l'imperatore ordina
al console Decio il trascinamento di Ippolito per i piedi a mezzo di cavalli. Le esecuzioni hanno luogo il 13 agosto del 259 sulla via Tiburtina, appena fuori le mura dell'omonima porta. martirio di s.ippolito

La nostra tradizione popolare, non precisando il luogo di partenza, racconta che i cavalli finirono la loro corsa in territorio vetrallese, lasciando ivi alcune parti del corpo; tra di esse il cranio, tuttora conservato nella teca del Duomo. Così la tradizione spiega il connubio tra Vetralla ed il suo patrono. Ma dall'archivio vescovile emerge un decreto che ordina lo spostamento del cranio da una pericolante chiesetta sita in località S. Ippolito (zona Quartuccio) alla chiesa di S. Maria in Valle Cajana (S. Francesco) nella quale erano custoditi altri resti ossei del santo. Chissà se è stato questo ricongiungimento, avvenuto nel 1188, ad elevare il santo a Patrono della Vetralla medievale. Un atto che si potrebbe tradurre in un'opera di ricostruzione morale della cittadina in difficoltà per gli scontri con la sua epocale antagonista nel controllo della Tuscia: Viterbo.


Sopra la statua di S. Ippolito custodita nel Duomo di Vetralla e la tela con il  "Martirio di S. Ippolito" del Cicalesius (1671) custodita nel Duomo di S. Giorgio a Modica (Ragusa). Sotto due scatti degli anni '80. S. Ippolito è patrono anche di Bibbiena (Arezzo).



processione s. ippolito



processione s. ippolito2

giovedì 29 luglio 2010

Cinema "Review"

Tratto dall'omonimo romanzo di Federico De Roberto (1894)


I Vicerè di Roberto Faenza





sabato 17 luglio 2010

Ambiente&Buonsenso

LAST MINUTE MARKET

contro gli sprechi alimentari




rifiutiQuando si parla di rifiuti di certo a quasi tutti vien da pensare a quelli di Napoli o di Palermo. Quelli di cui si discute ora, però, sono rifiuti diffusi ovunque nel mondo e sono soprattutto presenti nei paesi cosiddetti “più sviluppati” come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Svezia, l’Italia…

E' impressionante pensare che con gli alimenti che sono normalmente scartati in Italia si potrebbe nutrire tutta la popolazione della Spagna. Una volta acquistati spesso non sono consumati per pigrizia: pulirli e mondarli, cuocerli, metterli in surgelatore sono operazioni considerate noiose. Questo avviene nelle case, ma moltissimi prodotti ortofrutticoli restano non raccolti nei campi o sugli alberi.
(segue. Fonte: Mondodelgusto.it)


venerdì 9 luglio 2010

Archivio

tratta dal

SUMMER VILLAGE BEER 2009


CANZONE PER BRUNETTO


 "Sismici" ed "Irritazioni" dedicano Canzone per un "amico" a Bruno Cenciarini...

e V.P. questo video








lunedì 5 luglio 2010

Turismo

Come prima proposta della serie

"VIAGGI CULTURAL-ALTERNATIVI"


V.P. vi segnala

 SULLE ROTTE DEGLI ANTICHI

IN GOLETTA



loc_finali_archetour

Antropologia

Risalente a circa 3,6 milioni di anni fa

RITROVATO IL "NONNO" DI LUCY




ominide


Etiopia. Battezzato "Kadanuumuu" (“grande uomo”, nella lingua locale), l’esemplare doveva essere alto tra 152 e 167 centimetri, contro il metro abbondante della più famosa parente.

Lo scheletro parziale di Australopithecus afarensis – la stessa specie a cui apparteneva anche la famosa Lucy – è stato ritrovato nell’area di Woranso-Mille. (...) "Questo individuo era completamente bipede e poteva camminare in modo molto simile a un umano moderno”, ha spiegato Yohannes Haile-Selassie, curatore del Cleveland Museum of Natural History e primo autore dello studio. "In base al risultato dello studio, possiamo ragionevolmente ipotizzare che Lucy e i suoi parenti erano altrettanto efficienti nel muoversi , come noi, su due zampe, e che l’allungamento delle nostre ‘gambe’ è cominciato prima di quanto ritenuto in base alle passate evidenze paleoantropologiche. Inoltre, questo nuovo reperto ci dice molto sulle proporzioni di bacino, torace e arti”. (fonte Archeomedia)