La storia di
LORENZO ED IPPOLITO


LORENZO ED IPPOLITO
Dopo aver sterminato i servi ed i soldati che lo avevano seguito nella conversione, l'imperatore ordina al console Decio il trascinamento di Ippolito per i piedi a mezzo di cavalli. Le esecuzioni hanno luogo il 13 agosto del 259 sulla via Tiburtina, appena fuori le mura dell'omonima porta.
La nostra tradizione popolare, non precisando il luogo di partenza, racconta che i cavalli finirono la loro corsa in territorio vetrallese, lasciando ivi alcune parti del corpo; tra di esse il cranio, tuttora conservato nella teca del Duomo. Così la tradizione spiega il connubio tra Vetralla ed il suo patrono. Ma dall'archivio vescovile emerge un decreto che ordina lo spostamento del cranio da una pericolante chiesetta sita in località S. Ippolito (zona Quartuccio) alla chiesa di S. Maria in Valle Cajana (S. Francesco) nella quale erano custoditi altri resti ossei del santo. Chissà se è stato questo ricongiungimento, avvenuto nel 1188, ad elevare il santo a Patrono della Vetralla medievale. Un atto che si potrebbe tradurre in un'opera di ricostruzione morale della cittadina in difficoltà per gli scontri con la sua epocale antagonista nel controllo della Tuscia: Viterbo.
Sopra la statua di S. Ippolito custodita nel Duomo di Vetralla e la tela con il "Martirio di S. Ippolito" del Cicalesius (1671) custodita nel Duomo di S. Giorgio a Modica (Ragusa). Sotto due scatti degli anni '80. S. Ippolito è patrono anche di Bibbiena (Arezzo).


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